Ecco cosa è veramente successo, perché il progetto di Tor Vergata  è diverso da altri e perché non si fermerà.

Ma prima qualche doveroso cenno storico…parliamo di medica sportiva e di tutela sanitaria delle discipline sportive.

 CENNI SULLA STORIA DELLA TUTELA SANITARIA DELLE DISCIPLINE SPORTIVE E LA MEDICINA SPORTIVA

Per la profonda passione che abbiamo per la verità storica dei fatti, è doveroso ricordare che il medico dello sport e il massaggiatore sportivo sono depositari della tradizione professionale della medicina sportiva il primo, e della riabilitazione sportiva il secondo, fin dal dopoguerra. La legge 28 dicembre 1950 n. 1055 affidò alla FMSI la tutela sanitaria delle attività sportive. Ai sensi dell’art. 2 della L.1055/1950, era facoltà della Federazione medico-sportiva italiana organizzare corsi di aggiornamento annuali in fisiopatologia sportiva per i laureati in medicina e chirurgia, che così ottenevano l’attestato di “medici effettivi” della FMSI .AI sensi dello stesso articolo di legge, era altresì facoltà della Federazione medico-sportiva italiana istituire corsi per coloro che intendevano conseguire l’arte di massaggiatore e ottenere la licenza necessaria per esercitare l’arte di massaggiatore sportivo. Non esistevano ancora né masso fisioterapisti né terapisti della riabilitazione, né tantomeno fisioterapisti o osteopati o altre figure.

Quindi, la FMSI aveva la responsabilità assoluta della tutela sanitaria delle attività sportive e della formazione delle figure preposte a tale compito.

La legge 26 ottobre 1971 – tutt’ora vigente - abroga la legge 1055/1950 e  prevede che siano le regioni a doversi occupare di tutela sanitaria delle attività sportive , ma in attesa che le regioni si occupino delle competenze previste, essa spetta al Ministero della Sanità di concerto con il CONI. Ai sensi dell’art.8 il Ministero della Sanità, avvalendosi della collaborazione del CONI e della Federazione medico-sportiva italiana , istituisce corsi di medicina dello sport per laureati in medicina e chirurgia, e corsi per coloro che intendono esercitare l’arte di Massaggiatore Sportivo, ai quali possono accedere coloro che sono in possesso di diploma di masso fisioterapista ai sensi dell’art.1 della legge 403/71. La figura del “terapista della riabilitazione” , nata con DM 10 febbraio 1974, non poteva accedere a tali corsi.

Solo a seguito di una sentenza del Tar Umbria (nr0005/2010) anche i fisioterapisti, nel frattempo istituiti con DM 741/94, in possesso di diploma universitario,  vengono riconosciuti titolo idoneo per accedere alla qualificazione per massaggiatore sportivo ai sensi della L.1099/71 ed esercitare come “massaggiatori sportivi”, se conseguono la relativa licenza.

Queste le ragioni storiche per cui non contemplare il masso fisioterapista, tanto più se anche massaggiatore sportivo, tra i requisiti di accesso ad un master per  terapisti dello sport, sarebbe stato e sarebbe un paradosso.

Ecco perché questo progetto, che include la collaborazione con la FMSI , si distingue da altri progetti ed assume una valenza istituzionale di tutto rispetto, che non potrà non ottenere anche il benestare del CONI.

Le riforme possono modificare i percorsi formativi, ma da sempre il nostro ordinamento ha riconosciuto la peculiarità dell’ambito sportivo , sottolineando e richiedendo la puntuale concertazione del CONI e della FMSI nella formazione degli operatori addetti alla tutela sanitaria delle attività sportive .

Quanto a noi, alla posizione della nostra associazione, l’AIMTES, che dire …. Nei nostri studi trovate le licenze di massaggiatore sportivo dei nostri padri, rilasciate dalla FMSI nell’immediato dopoguerra, seguendo la passione che abbiamo respirato fin da bambini. Abbiamo seguito atleti di ogni livello, senza sentire la fatica, il sudore, la stanchezza, puntando solo ad aiutare il nostro atleta a raggiungere l’obiettivo. Da sempre integriamo l’arte del massaggio sportivo….una vera arte….difficile da apprendere sui libri….con la fisioterapia tradizionale.

In un linguaggio più moderno si dovrebbe parlare addirittura di “competenza esclusiva” , non sovrapponibile ad altre figure….ma si sa..il quadro normativo si è ingarbugliato e ora..per assurdo…. tutti fanno tutto !

Il fisioterapista di nuova generazione esce da un corso di laurea impegnativo e che merita tutto il nostro rispetto. Ma nello sport, non basta. Serve qualcos’altro.

Questo è quanto stanno cercando di dirci i medici sportivi, come vedremo nel seguito di questo articolo. Questo il senso di un master che qualifichi il “terapista dello sport”.

Ma attenzione ! Cancellare l’esperienza del passato sarebbe un errore. Non avvalersi della preziosa esperienza di chi come noi si occupa di riabilitazione sportiva dal dopoguerra, sarebbe una grande perdita: da sempre il maestro tramanda ai suoi allievi la sua esperienza di vita, sperando in cuor suo che l’allievo lo superi e giunga a nuovi traguardi.

IL BANDO : MASTER DI PRIMO LIVELLO IN TERAPISTA DELLO SPORT

Il 14 luglio 2017 l’Università di Tor Vergata pubblica il bando relativo al Master di Primo Livello in Terapista dello Sport , in convenzione con la FMSI, Federazione Medico Sportiva Italiana.

Per noi dell’AIMTES un momento importante: finalmente un passo in avanti verso una specifica qualificazione professionale, per coloro che si occupano o vorrebbero occuparsi di riabilitazione sportiva e tutela sanitaria delle attività sportive. Un nostro precedente articolo esprimeva il nostro entusiasmo in tal senso.

Una lettera del Presidente FMSI, Dr Maurizio Casasco, del 19 luglio, inviata a tutti i soci FMSI , illustra con orgoglio il risultato di mesi di lavoro, per questo progetto che “tanto rilievo puo’ avere anche per lo sviluppo di una collaborazione professionale tra il Medico Specialista in Medicina dello Sport e il Terapista dello Sport, chiamati a intervenire – ciascuno per i propri ambiti di competenza – ai fini della tutela della salute dell’atleta, dall’ottimizzazione della performance al recupero funzionale post-infortunio”. L’ultimo congresso FMSI era stato occasione di riflessione e analisi anche su questo tema. Significativa a tal proposito la relazione del Dr Franco Combi recante il titolo “L’approccio fisiatrico allo sportivo di alto livello. Massaggio e fisioterapia convenzionale: una integrazione ormai dimenticata e sempre più necessaria”, e quella del Dr Gianfranco Beltrami “Il terapista dello sport con master in massaggio sportivo: professionalità da costruire”. Entrambi, fonti autorevoli di assoluto rilievo nel mondo della medicina sportiva. Entrambi segnalano la necessità di ripristinare l’integrazione di ciò che un tempo era indivisibile: fisioterapia convenzionale e massaggio sportivo.

 

LA REVOCA DEL BANDO del MASTER DI PRIMO LIVELLO IN TERAPISTA DELLO SPORT : un fulmine a ciel sereno

Pochi giorni dalla pubblicazione del bando, interviene il Sindacato Italiano Fisioterapisti e Professioni area Riabilitativa chiedendo all’Ateneo di riformulare il bando di ammissione al master (si contesta l’ammissione al bando ai masso fisioterapisti non equipollenti ).

L’AIFI, Associazione Italiana Fisioterapisti, presenta in data 26 luglio istanza all’ Ateneo chiedendo di ritirare il bando di ammissione al master e procedere a nuova emanazione , nel quale il requisito di ammissione sia “laurea in fisioterapia e titoli equipollenti o equivalenti ai sensi della legge 42/99”. Offre contestualmente la sua collaborazione e plaude al progetto.

In sostanza AIFI contesta la prevista ammissione ai masso fisioterapisti o terapisti della riabilitazione con titolo conseguito dopo l’entrata in vigore della legge 42/99.

Sul tema del riconoscimento del masso fisioterapista formato dopo l’entrata in vigore della l.42/99, sappiamo bene che la questione è ancora in discussione in Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati , nel contesto del DDL LORENZIN sulla riforma delle professioni sanitarie, insieme al riconoscimento dell’osteopata e del chiropratico.

In seno alla giustizia amministrativa sembrerebbe ormai prevalere il principio che tutti i masso fisioterapisti triennali , indipendentemente dalla data di conseguimento del titolo, siano da ritenersi equipollenti e idonei all’accesso alla formazione post-base, ma sul tema ad ottobre si pronuncerà l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, che tutti attendiamo !

Tornando al bando, le istanze dell’AIFI trovano immediato riscontro e con DR n.1680 del 28/7/2017 l’Ateneo di Tor Vergata dichiara il bando di ammissione al master di 1° Livello in “Terapista dello Sport” ANNULLATO, in quanto necessario “svolgere approfonditi accertamenti al fine di verificare la fondatezza di quanto asserito nelle predette istanze”, recita il documento a firma del Rettore , il Prof. Giuseppe Novelli.

IL PROGETTO NON E’ ANNULLATO MA SOLO RINVIATO

A prima vista, che   un’istituzione universitaria possa fare marcia indietro con tanta facilità lascia perplessi e sbalorditi.

All’apparenza dei fatti sembrerebbe un progetto che naufraga prima ancora di iniziare.

Ma il progetto in realtà non è naufragato e sembrerebbe che l’Ateneo non abbia intenzione di tirare i remi in barca e nemmeno la FMSI !

Migliaia i candidati interessati, che altro non chiedono se non di acquisire nuove competenze specifiche.

Se ne riparlerà quindi a settembre-ottobre, dopo che l’Ateneo avrà effettuato tutti gli opportuni approfondimenti e accertamenti in merito ai requisiti di ammissione, al fine di tutelarsi da “eventuali ricorsi giurisdizionali”, come si legge nell’atto di revoca del bando. Intanto il massaggiatore sportivo esiste , che sia chiaro, e le federazioni , gli enti e società sportive farebbero bene a rileggersi un po’ di storia della tutela sanitaria delle attività sportive !

Se vogliamo andare avanti e qualificare una professione di nuova generazione , facciamolo! Ma coloro che hanno la licenza di “massaggiatore sportivo” non si toccano !